Frecciabianca allo sbando


Ciao a tutti,

un post dal Frecciabianca per Milano, per commentare il fatto che non solamente i treni regionali sono lasciati allo sbando ma che spesso i costosi frecciabianca non sono da meno.

Oggi mi sto recando da Udine a Milano per lavoro e, come sempre accade, mi sono organizzato per arrivare fino a Mestre con l’auto per poi prendere il frecciabianca proveniente da Trieste. Preferirei ovviamente muovermi solo con il treno ma la lentezza della linea Udine-Venezia, i probabili ritardi e le coincidenze non ottimizzate mi fanno sempre optare per la soluzione peggiore dal punto di vista economico, eco-sostenibile e dello stress.

La prima nota è il ritardo di 5 minuti con cui il treno si è presentato a Mestre e che verrà  sommato ai 10 minuti previsti a Padova causa lavori (annunciate dal tabellone luminoso). Vedremo alla fine quanto sarà il ritardo a destinazione.

La stazione di Mestre rasenta l’indecenza, con gruppi di ROM a stazionare fuori dall’ingresso, gente che chiede l’elemosina sulle banchine, monitor non funzionanti e un generale senso di sporcizia e di poca sicurezza. Bella vetrina per i turisti che si recano nella città più famosa del mondo…..

C’e’ molta gente sulla banchina ad aspettare il treno e l’annuncio dell’imminente arrivo mette tutti in agitazione. Sarebbe così semplice mettere 6 cartelli numerati e annunciare che le carrozze di prima classe saranno nella zona 1, quelle di seconda nella zona 2 e così avanti, in modo che la gente si disponga preventivamente nell’esiguo spazio (con molte zone off-limits minacciate da escrementi di volatili). Invece l’annuncio è che le carrozze di prima saranno in testa al treno mentre quelle di seconda in coda. Come sapete il concetto di testa e coda treno sono relativi alla direzione di arrivo del treno, con l’aggravante che a Mestre la testa diventa poi coda e viceversa. Il risultato è che l’unica soluzione è attendere e vedere. Ovviamente questo comporta gente che corre sulla banchina, spingendo valige, chiedendo informazioni ai capitreno e  cercando la propria carrozza che ogni tanto, come oggi, non ha sempre numero indicato. Bel caos!

Trovata la mia carrozza di prima classe (per lavoro mi concedo questo lusso), il mio pensiero è che finalmente mi rilasserò dopo 1 ora e mezza d’auto e il caos della stazione.

Invece realizzo che la mia carrozza ha il riscaldamento non funzionante e che anche i bagni sono inservibili. Per un viaggio di 2 ore che costa 100 euro (A/R), una persona si aspetta di avere un treno almeno funzionante. Per fortuna il gentile capotreno ci invita a spostarci nella seconda carrozza di prima classe assegnandoci un nuovo posto. Qui almeno il riscaldamento funziona ma ecco un’altra sorpresa. La porta di ingresso del vagone non funziona e quindi deve essere aperta manualmente, creando spesso confunsione alle persone che non capiscono come aprirla e che poi dimenticano aperta (lasciando entrare il fastidioso rumore della giunzione tra le carrozze e il freddo dell’atrio). Inoltre ad ogni curva la porta si chiude o si apre con un simpatico rumore che vi lascio solo immaginare.

Chissa cosa il viaggio mi riserverà ancora!

Proprio un servizio con i fiocchi. Grazie Trenitalia.

Andrea

PS Pensiero di chiusura. Non ho mai capito a cosa serva quell’omino che gira per le carrozze identificato come personale servizio di pulizia/manutenzione. Le toilette le ho sempre trovate sporche nonchè le cose che non funzionano continuano a non farlo. Mistero.

 

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Comunicazioni utili ai pendolari. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Frecciabianca allo sbando

  1. Matilde ha detto:

    Il mio primo pensiero leggendo questo post è stato: “Esperienza fantozziana”. Ma purtroppo qui non c’è niente che faccia ridere. Non si riesce proprio a mantenere uno standard decente. Poveri noi!

  2. max187ho ha detto:

    Che dire: è l’Italia di adesso, dove regna il “fare meno che si può e prendere il più che si può”, pretendendo illegittimi diritti e dimenticando i necessari doveri. Ma è il dovere che da il diritto….. Leggete “COINCIDENZE” di Tim Parks. Acuto, arguto, attento e….molto paziente. Ciao a tutti. MAX187HO

  3. julnallar ha detto:

    Ecco un altro pendolare che parte dal FVG per Milano ed è costretto ad andare come me a Mestre in quanto i Frecciargento hanno orari di partenza ridicoli per CHI NON RISIEDE nelle città di Trieste o Udine (da Trieste al mattino ore 6.16 del mattino prima fermata Mestre…. o Udine 5.50 del mattino…..). O addirittura non usarli in quanto per nulla confacenti come orari per chi deve passare una giornata di lavoro a Milano (meglio macchina 3 ore e 15 minuti andata e altrettante ritorno). Capisco lo sdegno relativo a sporcizia, etc. ma ritengo sia molto più importante AVERE I TRENI (che mi risulta contribuiamo a pagare con i soldi della regione…quindi anche i miei…) per potersi spostare/lavorare, visto che oramai aereo ha costi da tratta business su NYC. Se poi sono puliti e le stazioni gradevoli meglio…O dobbiamo rassegnarci ad essere una regione di serie C che si raggiunge con le tradotte militari..visto che il mondo si ferma a Mestre/Venezia. Non credo ci voglia una laurea in fisica nucleare per pensare ad UNA FERMATA QUALSIASI di un Frecciargento fra Trieste e Mestre al mattino… (Monfalcone, Cervignano, Latisana, scegliete voi…). Un aumento di 10 minuti di percorrenza non cambia la vita di nessuno…ma forse migliora l’economia…

  4. Lasciamo perdere la qualità dei treni italiani, ad eccezione di Italo (NTV) che reputo eccellente. Carrozze senza riscaldamento o condizionamento, bagni sudici e non funzionanti, sedili sporchi, sporcizia ovunque, ritardi cronici, lavori ovunque. Intercity ormai fatiscenti (non ne parliamo dei regionali, dove ci vuole un bel coraggio a salire), le Frecce argento e bianche e altro non sono che i vecchi eurostar riciclati, disservizi ovunque. Arrivi dalla Svizzera, fino al confine trenno perfettamente puntuale, poi per arrivare a Milano ritardi improvvisi. Vai in Germania con un EC tedesco, puoi tranquillamente comperare il biglietto in treno senza nessun sovraprezzo. Questa è l’Italia signori, e nessuno si preoccupa di cambiarla.

I commenti sono chiusi.