Cambio di management e promesse di servizio migliore: vedremo.


Venerdì 30 gennaio i comitati pendolari del Friuli Venezia Giulia hanno incontrato alle 17.00 presso il palazzo della Regione di Udine in via Sabbadini l’assessore regionale Mariagrazia Santoro, la direttrice amministrativa Magda Uliana e il suo staff del trasporto pubblico locale, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana.
Era da anni che le ultime due non presiedevano gli incontri con l’utenza a scapito quindi di un rapporto diretto, seppure talvolta dai toni molto accesi.
Per i comitati erano presenti, in ordine di seduta, Simone Sesta, Marco Chiandoni, Andrea Palese, Giorgio Picco, Piero Visintin e una pendolare della tratta Gemona Udine.
Lo schieramento offerto da Trenitalia e RFI era quello delle grandi occasioni: il neo direttore della Divisione trasporto pubblico regionale, Ing. Iacono, la direttrice regionale per Veneto e FVG Maria Giaconia e alcuni suoi stretti collaboratori, tra cui il nuovo responsabile per la produzione.
RFI era rappresentata dall’Ing. Botti, direttore RFI commerciale ed esercizio rete della Direttrice Asse Orizzontale.
L’incontro è durato circa due ore, nelle quali gli ingegneri Iacono e Botti, entrambe sulla quarantina, anno più, anno meno, hanno illustrato la situazione regionale e nazionale e successivamente ascoltato alcune delle criticità rilevate dai comitati grazie al loro capillare ascolto del territorio e naturalmente utilizzo del treno.
Per primo ha preso la parola Iacono di Trenitalia, manager dallo spiccato senso del fare e dalla volontà, palesata forse con eccessiva ostentazione, di migliorare il servizio per i pendolari dei servizi regionali.
Il manager ha illustrato la volontà aziendale di prestare la massima attenzione al servizio ferroviario regionale, dopo anni nei quali, si leggeva tra le righe, i riflettori erano puntati maggiormente sull’alta velocità.
Questa attenzione è rivolta in primo luogo a quelle regioni virtuose, come la nostra, che pagano puntualmente l’importo pattuito nel contratto di servizio e, mi permetto di aggiungere, cercano ostinatamente un dialogo con l’azienda e la regione FVG non solo per migliorare il servizio ferroviario, ma anche di aumentare offerta e domanda di servizio. Tutta questa attenzione certamente non coincide casualmente con l’imminente uscita del bando di gara per aggiudicare 15 anni futuri di trasporto pubblico locale su ferro in regione.
Il piano di miglioramento dell’ing. Iacono passa attraverso tre punti principali:

– nuova flotta
– nuova organizzazione del lavoro
– nuovo servizio di qualità per i pendolari

La nuova flotta corrisponde agli otto treni acquistati dalla regione (allora l’assessore competente era Riccardo Riccardi) dall’azienda spagnola CAF. Questi andranno a sostituire le vecchie ed esauste Ale che, nonostante la scomodità, le performance molto ridotte, hanno garantito il servizio finora.
La storia infinita dei treni CAF ”Civity” ETR563 (8 ETR563 e 4 ETR564 abilitati alla circolazione transfrontaliera in Austria e Slovenia) risale al 2012, Iacono ha preso l’impegno di concludere le prove e la conseguente certificazione entro marzo 2015 e mettere in esercizio i treni al prossimo cambio orario, il 14 giugno 2015.

La nuova organizzazione del lavoro invece prevede una strutturazione per flotta, di tipo funzionale. Ci sarà un responsabile per ogni tipologia di materiale rotabile che curerà la manutenzione e tutti i necessari interventi di upgrade in termini di prestazioni e comunicazione.
Sono previsti nuovi pannelli informativi, per citare un esempio, a bordo dei treni regionali.

Iacono ha sottolineato con fermezza il cambio di passo con la gestione precedente, confermando la sua disponibilità ad una serena collaborazione con i comitati, di cui ha apprezzato molto il dossier fornito dagli amici del comitato pendolari Alto Friuli e chiedendo ancora qualche mese di pazienza per vedere le ricadute effettive sulla qualità del servizio.

L’ing. Botti di RFI ha illustrato la situazione infrastrutturale della regione, spiegando come lo sblocco, finalmente, dei soldi stanziati per interventi sulla rete da parte del governo, abbia reso possibile l’intervento urgente sulla linea per Tarvisio, in particolare nella tratta di galleria tra Carnia e Pontebba. Tali lavori, che hanno costretto il gestore a compatibilizzare manutenzione ed esercizio ferroviario escludendo alternativamente un binario, si concluderanno entro il 30 aprile, in anticipo rispetto al previsto, come concordato con l’operatore Trenitalia.

A breve sarà attivata la gestione centralizzata di segnalamento e gestione linea presso la stazione di Monfalcone (la costruzione bordeaux che vedete provenendo da Udine o Cervignano sulla destra, a pochi metri dalla stazione). Questo apparato controllerà diverse stazioni limitrofe, Ronchi Nord, Sud e probabilmente la futura Ronchi Aeroporto. Sulla esatta operatività di questo apparato di controllo centralizzato non ho indicazioni più precise.
Da giugno saranno svolte attività di routine su alcuni deviatoi tra Gemona e Pontebba.
Per quanto riguarda il nodo di Udine invece Botti ha confermato che entro giugno 2015 tutto il traffico merci sarà deviato sulla linea di cintura che da Bivio Vat attraversa Laipacco e entra a Udine da Udine Parco.
Non si è capito se i treni regionali saranno anche deviati entro tale data o lo saranno in futuro. I comitati non lo auspicano, per evitare una percorrenza sensibilmente più lunga e forse anche un aumento tariffario.

Per quanto riguarda le indicazioni fornite dall’assessore Santoro e dai comitati è utile sottolinare che il contratto di servizio relativo al tpl ferroviario, scaduto il 31.12.14, è stato prorogato per due anni più uno, senza modifiche rispetto al vigente, in attesa che il vincitore del bando di gara possa espletare tutte le pratiche per avviare l’esercizio in FVG.

I pendolari hanno rilevato solo alcuni dei problemi (ma tutti gli altri sono stati comunicati sia agli uffici regionali che a Trenitalia), tra cui:

– problema infrastrutturale presso Risano e conseguenti ricadute negative sull’esercizio ferroviario;
– possibilità per gli abbonati di poter salire sulle Frecce/IC senza sovrapprezzo in caso di ritardo e assenza di alternative di treni regionali;
– ridefinizione operativa del ruolo comunicativo del capotreno in caso di coincidenza dell’ultimo treno serale, al fine di permettere ai pendolari di non essere abbandonati al loro destino, avendo perso l’ultimo collegamento;
– maggiore attenzione verso le attese dei treni diretti a Trieste al mattino con i treni provenienti da Venezia o Sacile;
– maggiore attenzione alla comunicazione a bordo e in stazione;
– definizione del corretto tracciato dei treni al fine di regolare partenze e arrivi dei treni sempre dallo stesso binario, in modo tale che il traffico ferroviario possa essere più snello e che l’utenza, grazie anche all’orario cadenzato, conosca in anticipo il binario di partenza;
– cancellazione dell’interruzione programmata orario, al fine di organizzare corse anche nelle ore intermedie del mattino tra le 9 e le 12;
– ripristino ultimo treno regionale da Venezia per Trieste
– in occasione della velocizzazione della Linea Bassa Trieste Venezia, che sarà percorsa in un’ora, spostare i 2-3 milioni di € pagati dalla nostra regione per portare le Frecce a Udine e Trieste, verso una maggiore offerta di treni regionali. Due i vantaggi: maggiore capillarità del servizio ferroviario regionale, costo contenuto rispetto ai Freccia per raggiungee Venezia Mestre a quasi parità di tempo di percorrenza;
– maggiore attenzione alle prestazioni negative rilevate soorattutto sulla linea 15.

Cosa aspettarsi ora?
Si è avvertito questo cambio di management, più attento agli obiettivi e probabilmente più attento alle regioni ove le gare stanno diventando realtà, come in Emilia Romagna e Friuli V.G. Tuttavia ritengo che da parte dell’amministratore delegato del gruppo FSI Elia ci sia davvero l’intenzione a migliorare le prestazioni dei sevizi regionali.

Va anche ribadito che la colpa non è solo di FS: per decenni la politica dei trasporti italiana ha sottofinanziato il trasporto ferroviario e la mancanza di investimenti in materiale rotabile, in sviluppo della offerta, ha generato una situazione drammatica che ha avuto il culmine nei primi anni del 2000.
Lentamente il materiale rotabile è stato sostituito, ora però sta anche alle regioni, dal 2004, creare un’offerta ferroviaria all’altezza dei tempi.

I comitati pendolari lottano per un servizio migliore, ma vogliono vedere più persone a bordo dei treni regionali, più treni che fermano nelle stazioni minori, più cura del cliente, più offerta in termini di tariffe, privilegiando i viaggiatori frequenti, il turismo ferroviario di qualsiasi natura, il traffico transfrontaliero e la facilità d’acquisto dei biglietti, sia in stazione che a bordo treno.

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