[continua…] Bilancio ferroviario 2014


– collegato al punto precedente e avendo come modello di successo i rami secchi dell’Alto Adige, trasformati in miniere d’oro di passeggeri, la Regione potrebbe chiedere la cessione di parti dell’infrastruttura ferroviaria per gestirle tramite la Ferrovia Udine Cividale. Attualmente la società regionale è stata incaricata di effettuare uno studio di fattibilità sulla riapertura della Gemona Sacile: dato che questa linea non è d’interesse per RFI, potrebbe essere acquistata e assieme alla Casarsa – Pinzano riattivare una maglia ferroviaria che collegherebbe tutte le nostre linee da Gemona a Portogruaro. Evitiamo di arrivare alla demolizione di infrastrutture già esistenti come il recente caso della Cormòns – Sagrado.
– per lo stesso concetto andrebbe acquistata e rilanciata la Carnia Tolmezzo, una tratta molto trafficata su gomma dai pendolari che potrebbe portare i viaggiatori molto rapidamente verso i centri di Udine, Gemona o verso l’Alto Friuli. Qui un appunto verso i fautori della mobilità dolce: tutti favorevoli alle piste ciclabili, ma non a scapito delle infrastrutture ferroviarie! Per fare un esempio, pensiamo a quanto dannoso sia stato, per le comunità locali, chiudere la vecchia strada ferrata verso Tarvisio: le stazioni intermedie servivano molti paesi che ora sono ancora più desolati di prima.
– Puntualità, comunicazione a bordo e stazione, pulizia: sotto questi aspetti ci sono luci e ombre. La puntualità è stata insufficiente sulla linea 15, la Trieste Tarvisio, ove si è concentrata la maggior parte dei ritardi, localizzati sia in Alto Friuli che nella tratta tra Udine e Cervignano. I passaggi a livello di questa ultima tratta rappresentano una spina nel fianco per i passeggeri, poiché spesso, in caso di maltempo si bloccano. Da anni. Risultato: perse decine di pendolari che imbufaliti per i ritardi hanno, loro malgrado, optato per l’automobile. L’esatto contrario di quanto la mobilità pubblica dovrebbe aspirare a fare.
La comunicazione, a parte quella automatica di stazione, migliorata, ma con criticità nei casi di irregolarità del traffico, varia da soggetto a soggetto. Ci sono annunci fatti a regola d’arte e soprattutto chiari, altri molto oscuri o assenti. In questa selva di casi in linea di massima dobbiamo ricordare che non esistono solo pendolari abituali, ma persone diversamente abili, ciechi, sordomuti, oppure anziani che hanno bisogno di tempo per prepararsi a scendere, così come turisti che grazie agli annunci sonori si orientano meglio. È vero che molti di noi ormai utilizzano smartphone ecc. per aiutarsi, ma l’annuncio va fatto.
Sulla pulizia a bordo treno, la situazione è migliorata decisamente, i bagni tuttavia hanno problemi agli scarichi, spesso manca l’acqua, anche per lavarsi le mani. Si consiglia di avere sempre con sè delle salviette umide.
Credo di aver fornito un quadro generale della situazione ferroviaria in FVG, mi scuso se ho dimenticato qualche pezzo per strada e mi avvio alle conclusioni.
La nostra regione si appresta a pubblicare il bando di gara per il tpl ferro per i prossimi 15 anni, un’eternità se in questo tempo non si lavorerà alacremente al migliioramento dei collegamenti transfrontalieri e infrastrutturali di cui ho parlato.
Il vincitore svolgerà il suo servizio, ma sarà prevista una netta e chiara incentivazione ad incrementare il numero di passeggeri? Se un servizio funziona, vanno aumentate le corse, saremo in grado di farlo? Chi si occuperà delle campagne di marketing? I comitati pendolari hanno sempre svolto attività promozionale, nonostante siano dei rompiscatole quando le cose non vanno. Sarà Turismo FVG a occuparsene? Se il vincitore non sarà incentivato a pubblicizzare il servizio con premialità e risultati concreti, sarà difficile crescere.

Infine una nota a tutti noi. Per fare un buon servizio pubblico ci vuole forte senso di comunità, non solo friulana, questa è solo una parte della popolazione. Serve una comunità coesa che richieda a gran voce servizi ferroviari di alto livello, servizi per tutti e che servano tutti. Un servizio ben fatto e pagato dalla collettività ha ricadute positive sul territorio, ma bisogna crederci. Credere nel servizio “pubblico” è una questione di educazione civica, come il fatto di non mettere le scarpe sulle sedute libere in treno.
Usciamo dal nostro individualismo, dalle nostre automobili e chiediamo a gran voce di poter viaggiare comodi e senza rischi!
In Alto Adige hanno aperto recentemente una stazione, Versciaco, in una zona sciistica attigua alla ferrovia. Si scende dal treno, si va in sciovia sul Monte Elmo. D’inverno. D’estate piste ciclabili affiancate alla ferrovia, punti di ristoro, noleggio bici, alberghi, una economia fiorisce attorno alla ferrovia. E da noi?

A festeggiare l’apertura della stazione era presente un centinaio di persone, il sindaco, l’assessore provinciale dell’Alto Adige e dell’Osttirol, cittadini…
Alla partenza del Micotra, nel giugno 2012 poche persone al binario 1, una ventina, tutti amanti dei treni e alcuni passeggeri entusiasti. Dov’erano le autorità? E voi dov’eravate?

Se vogliamo una ferrovia che funziona e con tanti passeggeri, diamoci da fare insieme.
Questo è l’auspicio migliore che posso pensare per il 2015.

Auguri e w le ferrovie!!!

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Una risposta a [continua…] Bilancio ferroviario 2014

  1. Egidio ha detto:

    Condivido tutto e vorrei sottolineare due priorità assolute per incentivare l’uso del TPL:

    1) Gli orari intesi come copertura dell’intera giornata.

    Uso frequentemente la linea TS-VE e rimpiango tantissimo il treno che da VE partiva alle 00:32. Effettivamente, solo se la finestra temporale è ampia, la mobilità su rotaia può diventare una vera alternativa all’automobile.

    Quando venne istituito l’orario cadenzato nel dicembre 2013 con la promessa di un vantaggio solo mnemonico a discapito, tra le altre cose, dei collegamenti notturni della TS-VE, mi sono profondamente sentito preso in giro e mi son chiesto se la Santoro credesse davvero d’avere dei “somari” come concittadini.

    L’HUB ferroviario del capoluogo veneto è importantissimo per i collegamenti con gli HUB aereoportuali Marco Polo e Sant’Angelo, e non è possibile che, se un aereo atterra alle 22:00 a TV, un cittadino triestino debba trovarsi costretto a pernottare in albergo per una notte per far rientro a casa…

    2) I collegamenti con la Slovenia, la Croazia e l’Austria.

    E’ pazzesco come l’abbattimento dei confini-doganali tra noi e questi stati non siano stati poi celermente seguiti da un altrettanto abbattimento dei limiti logistici… Dal punto di vista dei trasporti, il confine appare una barriera pari al “muro di Berlino”.

    Abito a Trieste e raggiungere la vicinissima Capodistria è un miraggio: ci sono solo 3 corse al giorno su gomma (in orari molto scomodi, se non impossibili nell’ottica di volersi fare… una passeggiata pomeridiana e una cena a Koper). E ci si mette c.a 30′ per fare solo 16km. Faccio molto prima a raggiungere la più lontana Monfalcone (35km)!!!

    Ovviamente, se raggiungere città come Capodistria, Lubiana, Pola, Villaco, Graz, …fosse semplice e più economico (in confronto a quello che costerebbe con l’uso dell’auto), l’uso dei mezzi pubblici vedrebbe una crescita esponenziale.

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