State buoni, se potete…


Il comitato spontaneo dei pendolari FVG condanna unanimemente qualsiasi atto di violenza fisica e verbale nei confronti del personale viaggiante. Non è a loro che vanno rivolte le nostre proteste, sono l’ultima ruota del vagone.

Se è vero che sono loro che si rapportano con la clientela, bisogna ricordare ai cittadini che giustamente protestano per il grave disservizio subito in questi primi tre giorni di cambio orario, che le cause stanno più in alto.

Seppure non rappresentativi dei pendolari ferroviari del FVG, dobbiamo ricordare che il cambio orario è stato calato dall’alto, senza una condivisione a monte con… Appunto, con chi? Beh, forse non fa male ricordare che da oltre 10 anni alcuni cittadini segnalano, stimolano, protestano dapprima con Trenitalia, poi, con il trasferimento di competenze Stato – Regioni del 2004, con gli uffici TPL della nostra Regione in merito ad un servizio il trasporto ferroviario che ha vissuto luci e ombre. Se i cittadini, che pagano i propri servizi e le tasse, desiderano dire la loro e per esperienza diretta o per formazione professionale, possono dare un loro contributo al miglioramento, a questo punto la questione della rappresentanza diventa una torre dentro la quale arroccarsi convinti delle proprie ragioni.

Più chiaramente: il gruppo di pendolari del comitato che ha dialogato con la regione ha cercato di esporre sempre in termini generali i problemi e proposto soluzioni, evitando localismi e colori politici. La discussione si è basata sulla reciproca fiducia.

La critica dei tanti pendolari infuriati, pertanto, non va rivolta a chi ogni giorno guadagna il suo stipendio tra gli insulti di viaggiatori giustamente arrabbiati, ma va incanalata, cercando se possibile di esporre oggettivamente i disservizi subiti.

Come comitato dunque rigettiamo fermamente ogni forma di violenza, verbale o fisica nei confronti dei lavoratori di Trenitalia, pubblici ufficiali o meno che siano.

I problemi come scritto, stanno a monte, scrivete tutto quello che non va a:

intreno@regione.fvg.it e cadenzato@regione.fvg.it e se volete, in copia a noi.

Ma non pensate di risolvere le questioni agitando i forconi (e la rima qua è intenzionale).

Un dialogo serio, costruttivo, preventivo sul nuovo orario, basato sulla fiducia Istituzione / Cittadini avrebbe probabilmente evitato parte dei problemi.

Si confida in una ripresa del dialogo, posando scudi, colori e calcoli politici e puntando al SERVIZIO.

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6 risposte a State buoni, se potete…

  1. Andrea ha detto:

    Sono pienamente d’accordo; unica precisazione è che comunque il personale viaggiante rappresenta in quel momento (in cui chiede il biglietto) le Ferrovie dello Stato/Trenitalia e quindi trovo corretto esporre a loro, civilmente (in quanto non responsabile) le nostre lamentele, lamentele che poi vanno comunque girate agli organi preposti. A tal proposito vorrei segnalare che è da un po’ di tempo che non ricevo risposte ai reclami da me inviati…qualcuno ne sa qualcosa?

    • apoli78 ha detto:

      La regione risponde a pochissime mail ricevute e a quanto sembra in maniera aleatoria. Cmq anche se arrivassero sarebbero le solite: Controlleremo, le faremo sapere, intensificheremo i monitoraggi….

  2. Enrico Este ha detto:

    Ricopio mail inviata all’assessore del territorio,alla governatrice e agli organi di stampa (messaggero,piccolo,quotidiano)

    Gentile dr.ssa Santoro
    Gentile dr.ssa Serracchiani
    Spettabili Organi di Stampa Regionali

    la situazione dei ferropendolari è drammatica già da parecchio tempo, questa viene costantemente denunciata sia singolarmente, sia con la costituzione di comitati spontanei degli utenti, sia dai media.
    Il problema è così sentito che è diventato uno dei cavalli di battaglia dello schieramento di centrosinistra.
    Dal 16/12 è entrato in vigore il nuovo orario “cadenzato” che ha accentuato il disagio dei fruitori del “servizio” (?) di Trenitalia.
    Non solo per i ritardi costanti riscontrati (oggi è stato il quarto giorno consecutivo che il treno 2843, di cui allego foto per far comprendere la vetustà del mezzo, sulla tratta Udine – Trieste ha maturato l’ennesimo ritardo) ma per le condizioni in cui i lavoratori e gli studenti sono costretti a viaggiare.
    Parlo dei sedili che sembrano studiati per persone con un’altezza sotto il metro e mezzo, dell’impianto di riscaldamento con diffusore d’aria calda posizionato ad altezza soffitto così che sopra il metro e mezzo ci sia una temperatura tropicale e sotto (dove gli utenti si siedono se trovano posto) una polare, parlo di servizi igienici non utilizzabili.
    Credo che se venissero adibiti al trasporto delle persone dei carri bestiame con pavimento ricoperto di paglia i viaggi sarebbero più comodi.
    Vi chiedo di non multare Trenitalia per mancanza di servizi ma di pretendere da questa Società una riduzione importante dei costi degli abbonamenti.
    Con le multe i costi di Trenitalia salirebbero e. per recuperare, la stessa si vedrebbe costretta ad aumentare le tariffe di trasporto e per noi pendolari verrebbe aggiunto il danno alla beffa.
    Vi prego di non voler far alzare la tensione alla gente che lavora, che studia e che vi vota.
    Cordiali saluti.

  3. Fabio ha detto:

    Non è facile mantenere i nervi saldi…ho appena sentito le dichiarazioni dell’assessore Santoro al TG Regionale. Ha dichiarato che ha una buona notizia (?): alle 11 di questa mattina “i treni erano sostanzialmente in orario”. Peccato che prima e dopo la situazione non sia stata e non sia così rosea, e che quello delle 11 non sia un orario particolarmente critico per il pendolarismo. Non ho parole.

  4. Sara ha detto:

    Tenere i nervi saldi di questi tempi è difficile ma è assolutamente vero che il personale viaggiante è in balia, come noi utenti,dell’organizzazione a monte e sui ritardi non ha alcuna responsabilità.Quello che però, credo, potrebbero e dovrebbero fare è tenerci informati, dirci qual’è il problema.Se noi abbiamo informazioni possiamo fare scelte migliori soprattutto sfruttando l’esperienza di pendolarismo acquisita negli anni. Per esempio: passaggi a livello che non si chiudono significa minimo 30 minuti di ritardo, una porta che non si chiude vuol dire rischio soppressione treno, investimento vuol dire 3h di ritardo ecc. e oltre al fatto che a volte, sapendo, si può optare per soluzioni alternative (bus,macchina) quando non c’è altra soluzione che mettersi il cuore in pace almeno ci si sente considerati, si ha la consapevolezza di essere individui e non oggetti inanimati su carri merci. Se non ci danno il servizio per cui paghiamo almeno ci diano informazioni.

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