Intervista su Radio Spazio 103 di sabato 25 agosto 2012 e articoli apparsi sul Gazzettino


Per completezza riporto un’intervista radiofonica rilasciata il 25 agosto 2012 a Radio Spazio 103 (minuto 4.46”) e gli articoli pubblicati dal Gazzettino.
In attesa della risposta ufficiale da parte della Regione sulle sue reali intenzioni.

26-8-2012
TRASPORTI Linea Sacile Gemona«Ferrovie e Regionenon possono chiuderla»


PORDENONE – «Non può venire chiusa con un colpo di mano post feriale». A lanciare un messaggio chiaro è il consigliere regionale del Pd, Paolo Pupulin. Motivo del contendere la linea ferroviaria Sacile -Gemona che dopo il deragliamento del Pendolino, potrebbe essere chiusa definitivamente. «Quella linea – spiega però Pupulin – fa parte di un contratto Regione – Ferrovie. Confido che Tondo e Riccardi non abbiano svenduto sotto banco un servizio che anzi va reso più funzionale alle esigenze delle Comunità interessate. Orari e corse, attraverso un coordinamento ed una integrazione tra trasporto ferroviario e quello via gomma, debbono venire resi compatibili con le attività delle imprese e del lavoro, come con quelle scolastiche. È stato un grave errore della giunta Tondo aver rinviato una riforma seria già messa a punto nella precedente legislatura, che prevedeva una gara comune dei due servizi. Così continuiamo a subire le decisioni altrui e a mantenere un sistema costoso ed inefficiente. Chiederò subito a Tondo e Riccardi di far conoscere ai cittadini come stanno garantendo un contratto che va rispettato e come pensano di non abbandonare un servizio. Ritengo indispensabile che i sindaci dei comuni facciano sentire forte il loro dissenso rispetto a una possibile chiusura».
25-8-2012
Linea per Sacile, treni autosostituiti per 4 mesiI pendolari: temiamo sia preludio alla chiusura

Pendolari in allerta per la sorte della Gemona-Sacile dopo la decisione di Ferrovie dello Stato di mantenere chiusa la linea, sostituendo i treni con pullman. Una scarna nota di Fs ricorda che la sostituzione con corriere è iniziata il 6 luglio scorso «in seguito ai gravi danni provocati da una frana che ha interessato l’infrastruttura». Ora, la conferma del servizio sostitutivo (e quindi della non riapertura della linea ferroviaria) anche da domani in poi, con orari invariati, fino all’8 dicembre. Marco Chiandoni del comitato Pendolari ferroviari Fvg ha inviato una richiesta di «urgenti spiegazioni» alla Regione «sulla chiusura fino a dicembre della linea», mettendo per iscritto un «sospetto» (che non trova conferme ufficiali), che, cioè, «la frana di qualche mese fa possa favorire finalmente la decisione da parte di Rfi di sbarazzarsi del peso di questa linea», come scrive Chiandoni con sarcasmo nella nota inviata agli uffici triestini. I pendolari, spiegaChiandoni, temono che «la decisione di Rfi e Trenitalia di chiudere per quattro mesi la linea Gemona Sacilee autosostituire le corse sia il preludio alla totale chiusura, come già successo per linee analoghe in altre regioni italiane». «La Gemona-Sacile è una linea a domanda debole: temiamo possano chiuderla completamente. Bisogna essere onesti, ha un traffico irrisorio, ma bisogna ricordare che in altre regioni, come in Trentino, spingono la Provincia a sviluppare le ferrovie turistiche anche su tratte che sono quasi “inutili”. E anche la Gemona-Sacile è una linea a vocazione turistica».

Camilla De Mori

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2 risposte a Intervista su Radio Spazio 103 di sabato 25 agosto 2012 e articoli apparsi sul Gazzettino

  1. Federico ha detto:

    Il problema principale di questa linea sono gli orari: se gli orari sono praticamente inutili, è ovvio che poche persone prenderanno il treno. Una mia idea, che poi può essere condivisia o meno, è quella di ‘regionalizzare’ la linea come per la Udine-Cividale, ed assegnarla in gestione a FUC. Sfruttando due semplici automotrici ALn 663 si può arrivare ad offrire un servizio davvero utile. Bisogna però tener conto delle fasce di utenza dei pendolari e degli studenti. Il fascio di viaggiatori non si concentra esclusivamente su Sacile: anzi. Bisogna offrire un servizio diretto a Gemona del Friuli anche nei giorni feriali, garantendo la coincidenza con i treni per Udine. Cosa che oggi non avviene. Ad esempio, si deve essere in grado di poter raggiungere Gemona entro le 6.58 per avere la coincidenza con Udine. Ed è essenziale mettere in contatto questa linea con i centri principali (Udine, Pordenone, Trieste ecc.). Altrimenti è OVVIO che l’utenza andrà man mano calando.

  2. Andrea ha detto:

    @Federico: condivido il tuo pensiero, ma purtroppo credo che sia tardi. FS ha già deciso quale sarà la fine di questa storia. I numeri contano oggi sempre di più purtroppo … la colpa è di quel mondo infame della politica, che nulla conosce in ordine al problema ferrovie, ma che stranamente ogni tanto si ricorda di gridare sui giornali, facendo notare l’impegno di Tizio o di Caio … poi però nulla si fa, nessuno studia, nessuno si informa sui problemi tecnici esistenti e soprattutto nessuno va personalmente a verificare quale sia la reale necessità di domanda di mobilità della gente del ns. territorio. Avete mai visto un politico viaggiare su un nostre treno regionale?
    La situazione della linea è abbastanza complessa visto che la domanda dell’utenza è debole e praticamente irrisoria, mentre i costi di manutenzione sono elevati (si parla di circa 1 milione di euro ad anno).
    Da anni si parla di un rilancio della linea ma poi nel concreto non si è mai fatto nulla. Come dicevo tutti parlano arlano sparando progetti ma poi nel concreto chi fa? I sindaci con le loro poche risorse non possno permettersi nulla, la provincia è morta, la regione FVg nonostante la buona volontà di un assessore dinamico è ingessata da procedure e da funzionari ministeriali.
    E’ ben vero che non si deve alzare delle barricate solo per campanilismo o per meri scopi ideologici, difendendo un servizio che non viene attualmente utilizzato dalla gente.
    Serve invece creare un tavolo di lavoro tecnico e politico, similare a quello esistente tra Regione FVG e Pendolari, per incominciare a fissare alcuni punti fissi per il rilancio della linea e soprattutto un progetto a largo respiro in grado di valorizzazione l’economia della Pedemontana in generale, la quale deve sfruttare le potenzialità offerte dalla ferrata.
    E’ indubbio che l’utenza della linea è bassa anche a fronte di orari non consoni alle esigenze delle persone. Pertanto come primo passo da farsi, serve riorganizzare gli orari e le corse, attraverso un coordinamento ed una integrazione tra trasporto ferroviario e quello via gomma, in maniera da favorire l’intermodalità ferro-gomma; se non si rendono compatibili gli orari delle corse con le attività delle imprese e del lavoro, così come quelle scolastiche è ovvio che il servizio non decollerà mai.
    Vi è poi la necessità di lanciare iniziative d’attrattiva come l’organizzazione dei treni storici, visto che la linea è idonea a farlo, o implementare il servizio Treno+Bici con gite guidate o ancora organizzare gite didattiche per bambini e famiglie come fatto in passato con il treno “coccolastorie”
    Personalmente sono dell’idea che la linea debba essere regionalizzata, utilizzando il gestore F.U.C., sulla stessa linea di quanto fatto con il progetto MICOTRA lungo la Udine-Villach.
    Serve una gestione attenta e mirata alle esigenze del territorio guardando ovviamente anche al portafoglio. Chi alza la voce e chiede di salvare la Pedemontana dalla chiusura deve fare anche questi ragionamenti perché di questi tempi i soldi non sono quelli del monopoli.
    Alla Gemona-Sacile serve una seconda possibilità questo è certo, non si continui a tentennare al riguardo altrimenti la chiusura non sarà altro che un atto dovuto visti i numeri attuali.
    Ricordo che per incentivare il Bici + Treno provenienti dalla vicina Austria sarebbe opportuno utilizzare al meglio la stazione di Gemona, la quale potrebbe fungere da hub di interscambio col Micotra.
    Serve soprattutto organizzazione: realizzare un progetto significa anche pubblicizzarlo in maniera adeguata, coinvolgendo tutti i punti d’interesse. Il Micotra è un servizio meraviglioso promosso però in maniera vergognosa !
    Andrea Palese

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