Nuova lettera di reclamo alla Regione: ritardi e carrozze senza aria condizionata


Pubblico la mail inviata stasera agli uffici regionali del trasporto pubblico locale:

Buonasera,

come già descritto nei giorni scorsi, il servizio ferroviario regionale sta compiendo nuovamente dei passi indietro, sia in termini di ritardi che in termini di qualità del viaggio: dal 2003, anno d’installazione degli impianti di climatizzazione sulle carrozze, non ho mai assistito ad un convoglio ove l’aria condizionata fosse in piena efficienza.
E se lo è, purtroppo, la carrozza tende ad essere una cella frigorifera.
Siamo già consapevoli dei problemi di questi vecchi impianti, ma c’è da chiedersi:
– che genere di manutenzione hanno gli impianti di climatizzazione sulle carrozze?
– è possibile imputare delle sanzioni a Trenitalia anche per questo genere di disservizio?
Ora, fortunatamente godo di buona salute e il caldo non rappresenta per me un grosso problema, ma ho visto signore, anziani letteralmente boccheggiare in treno, alla ricerca di una carrozza climatizzata, col rischio forse di non morire di caldo, ma di polmonite…
Vi preghiamo di sollecitare Trenitalia a porre immediatamente rimedio alle criticità sopra descritte.
Grazie e cordiali saluti,
Marco Chiandoni
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11 risposte a Nuova lettera di reclamo alla Regione: ritardi e carrozze senza aria condizionata

  1. matilde ha detto:

    Sono iscritta da poco e non conosco i precedenti. Volevo sapere se la Regione risponde a queste lettere di reclamo o se comunque a seguito di queste denunce abbia dato e dia seguito a interventi correttivi.
    Personalmente non tollero più nè la permanenza nelle carrozze surgelate nè in quelle paragonabili a dei bagni turchi pubblici per la temperatura che c’è all’interno. Ma a volte veramente non ci sono alternative.

    • Marco Chiandoni ha detto:

      Gli interventi correttivi ci sono, le lettere hanno un seguito, senz’altro.
      Sono interventi tampone però, dobbiamo aspettare i mezzi nuovi che arriveranno nel 2013. Il materiale che abbiamo ora sarà dismesso. Per qualsiasi chiarimento ci contatti pure.
      Saluti,
      Marco

  2. matilde ha detto:

    Grazie. Sono da sempre convinta che stare zitti non porta a nulla e che protestare civilmente serve. Ci sarebbero alcuni altri argomenti che vorrei affrontare (zingari organizzati che mendicano quotidianamente sui treni, scarpe sui sedili, gruppi rumorosissimi di viaggiatori abituali ed infine difficoltà sempre maggiori nel portarmi al seguito il mio cagnolino che non voglio lasciare chiuso in casa da solo ogni giorno), ma non so se siano già stati affrontati in precedenza. Grazie.

    • Marco Chiandoni ha detto:

      Sono stati quasi tutti affrontati ma vale la pena battere sempre il chiodo. Se le piace scrivere, le pubblicheró i suoi interventi che manderemo anche agli uffici regionali.

  3. Cristina ha detto:

    Nella mia poco autorevole esperienza le carrozze peggiori sotto il profilo del raffrescamento sono quelle che compongono il materiale di media distanza, le carrozze dei rv, tanto per capirci. Negli anni mi è capitato di salire su: carrozze ghiacciate, carrozze bollenti, carrozze in cui il soffitto sgocciolava perchè la tubazione dell’impianto perdeva acqua e infine su carrozze in cui l’aria emessa per raffreddare puzzava terribilmente (un paio di volte è capitata pure questa).
    Una volta di più, in questi giorni, parlando con il personale viaggiante ho avuto conferma che loro possono solamente accendere o spegnere l’aria condizionata. Non possono regolare nè la temperatura nè l’intensità del getto d’aria, dove funziona. Le regolazioni vengono fatte direttamente dalla ditta che si occupa dell’installazione o della manutenzione dell’impianto.
    Una gran cavolata secondo me. Con questi sbalzi di temperatura sia noi pendolari che i ferrovieri rischiamo di ammalarci. Allora forse più che di “comfort” si dovrebbe parlare di attenzione alla salute di chi viaggia.
    Sarà che solitamente le prendo la mattina ma le vecchie Ale801, non sono invece affatto male rispetto al condizionamento. L’aria funziona e non è gelida. Diversamente dal Minuetto dove la temperatura è talmente bassa che occorre tirar fuori il maglioncino dalla borsa.
    Un’ultima annotazione. Quando vedo che su un treno è agganciata una delle 13 carrozze oggetto di restiling vado a dare un’occhiata. L’anno scorso, su alcune di esse appena messe in circolazione, l’aria condizionata non funzionava. Lo abbiamo segnalato e quest’anno non ne ho trovata una con l’impianto guasto. Magari farà anche troppo freddo ma almeno uno non ha la sensazione che i soldi, spesi dalla Regione e quindi da noi cittadini, siano stati mal utilizzati.

  4. matilde ha detto:

    Concordo sul fatto che si debba parlare di “salute di chi viaggia” oltre che di “comfort”. Entrare sudati in una carrozza freddissima può essere davvero dannoso, oltre che essere molto sgradevole (tanto quanto alzarsi dal sedile al termine del viaggio con la camicia bagnata incollata alla schiena dei viaggiatori).

  5. Carlo ha detto:

    Come segnalato via email, dal 21 Luglio spariranno definitivamente 2 treni Regionali Veloci tra Trieste e Venezia: il 2476/2477 Trieste 20:42 – Udine 22:04/07 – Venezia 23:56 ed il 2219 Venezia 00:21 – Trieste 02:25 via Portogruaro…

  6. Carlo ha detto:

    La soppressione dei due RV è stata posticipata al 28/29 Luglio…

  7. Carlo ha detto:

    Soppressioni soppresse: restano i RV 2476/2477 e 2219.

  8. Simone ha detto:

    Aggiungo due righe in merito agli impianti di condizionamento: cara Cristina, le vetture “media distanza” (ovvero quelle che compongono in particolare i treni RV) furono costruite negli anni Ottanta; hanno avuto una buona riuscita, si tratta di vetture leggere e comode (in particolare i sedili originari, purtroppo in via di sostituzione, erano particolarmente ergonomici e le alette ai lati della testa, per quanto poco “igieniche”, permettevano buone dormite). Però non erano dotate in origine di aria condizionata, sia perchè all’epoca la sensibilità al problema caldo era minore, sia perchè sono aumentati i fenomeni di caldo estremo. Siccome si tratta di vetture valide e comunque fondamentali è stato installato da alcuni anni un impianto di condizionamento piuttosto “base”: spento/acceso. In realtà tutto sommato il condizionamento in generale c’è, il problema maggiore sono le ibernazioni di cui accennavi tu e la gentile Matilde. Però, avendo la pazienza di girare, si trova la temperatura più confacente a ciascuno, di solito.
    In ogni caso:
    – prima di salire sul convoglio è bene individuare le vetture con i finestrini chiusi, perchè sono quelle in cui molto probabilmente sta funzionando l’aria condizionata;
    – se l’impianto è in funzione, è bene non aprire i finestrini per non disperdere l’aria fresca e anche per non mandare in sovraccarico e spesso in guasto gli impianti che, come detto, non sono nati insieme alle carrozze.
    Sul Minuetto la temperatura è invece regolabile, dove l’impianto funziona a dovere, ma credo sia stata stabilita un’impostazione media: questo per evitare che vi siano persone che lamentano il freddo, poi altre che lamentano il caldo ecc.. Non bisogna dimenticare che a volte la prima impressione, saliti sul convoglio, inganna: abbiamo l’impressione a volte che non sia fresco a sufficienza e magari chiediamo al capotreno di impostare temperature più rigide, poi invece acclimatandoci ci accorgiamo che male non era… E ovviamente vale anche il viceversa, a volte sembra che si congeli solo perchè abbiamo atteso al sole.
    Di recente sono stato in Emilia Romagna e ho potuto constatare che:
    – l’aria condizionata sulle vetture Media Distanza molto spesso non funziona;
    – non ho visto vetture riqualificate.
    Insomma, io non sopporto più il caldo e così molti: l’importante è avere via di fuga dall’afa e, in Friuli, tutto sommato ne abbiamo! Speriamo che, come osservava Marco, con l’arrivo dei nuovi convogli la situazione diventi ottimale.

  9. MC ha detto:

    I disservizi estivi non sono nulla rispetto a quanto verificato con la re-introduione delle corse scolastiche. Si ritiene inoltre impensabile che la durata media di un viaggio da Trieste a Pordenone (effettuata andata e ritorno quasi giornaliero) abbia una schedulazione ai limiti della capienza (come accaduto nel 2011), fino al momento in cui Trenitalia non prende atto del problema (che trova le prime soluzioni ad ottobre, ad anno scolastico già avviato). I disagi sono ben superiori al condizionamento (assente o indicizzato a livello polare) o alla pulizia estemporanea e si riverberano nei ritardi per i pendolari

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