Il caso del disservizio sulla Cervignano – Udine


Riporto il racconto di Paolo Chiavone, pendolare della Cervignano Udine che ha scritto al comitato e all’ufficio trasporto pubblico locale della Regione per raccontare la sua esperienza. Davvero sconcertante la disorganizzazione dimostrata.

“Buongiorno sono un pendolare della tratta Cervignano-Udine, residente a Cervignano del Friuli. Con la presente vorrei segnalare alcuni disservizi in cui sono incappato nella giornata di ieri 29.02.2012 su tale tratta:
il treno regionale 6022 previsto in partenza da Cervignano per Udine delle ore 09.28, partito puntuale, si presentava con il riscaldamento non funzionante. Dopo aver percorso a passo d’uomo la tratta Cervignano-Strassoldo, poco prima di sopraggiungere a quest’ultima stazione il treno si è bloccato. Dopo circa 10 minuti il capotreno ci ha avvisati che il locomotore aveva un problema, pertanto probabilmente saremmo dovuti scendere dal treno. Nel frattempo (credo fosse il macchinista), qualcuno ha cercato di riparare il danno ma senza riuscirci. Dopo altri circa 30-40 minuti il capotreno, che nel frattempo era sempre al telefono con qualcuno che potesse aiutarlo credo, ci ha fatti scendere dal treno, nello specifico siamo dovuti scendere dalla porta della  cabina di guida del locomotore, visto che le porte delle carrozze erano bloccate, con notevoli disagi specialmente per alcune persone più anziane, trattandosi di un vecchio convoglio il cui pianale è molto alto rispetto alla banchina. Il capotreno ci ha avvisati che un paio di taxi sarebbero giunti in stazione a Strassoldo al fine di portarci alle nostre destinazioni (eravamo diretti tutti a Udine, 11 persone in totale). Il primo taxi è arrivato verso le 10.37 (pullmino da 8 posti) e ha portato la prima tranche di passeggeri (me comprso) alla stazione di Udine con arrivo alle ore 11.03 (l’arrivo previsto per il trento 6022 era per le ore 09.57), accumulando quindi oltre un’ora di ritardo, del secondo taxi non so nulla.
Al ritorno avrei dovuto prendere il treno 6033 previsto in partenza da Cervignano per le ore 18.40, ma, mio malgrado, ho appreso che tale convoglio era stato soppresso (l’annuncio audio diceva che la causa era l’improvvisa indisponibilità del personale, senza aggiungere altro). Mi sono quindi recato all’ufficio informazioni della stazione di Udine, per capire se fosse stato predisposto un servizio auto sostitutivo (visto che né sul display degli orari né agli altoparlati c’erano indicazioni di tale tipo). Qui l’operatrice mi ha informato che un pullman, proveniente da Carnia, avrebbe effettuato il servizio sostitutivo del treno, ma non mi sapeva dire a che ora sarebbe arrivato a Udine. Tutti i passeggeri diretti a Cervignano, quindi, circa una trentina di persone, ci siamo portati allora sul piazzale esterno della stazione, in attesa del suddetto pullman, che è arrivato a Udine verso le 19.15. Partiti alla volta di Cervignano, alcuni passeggeri sono stati informati dall’autista dell’autobus, che questi aveva avuto disposizione dalla propria azienda (Saf), di non effettuare fermate intermedie, se non quella di Palmanova. A questo punto, diverse persone, piuttosto alterate, hanno costretto l’autista a telefonare al proprio responsabile per avere chiarimenti in merito. A seguito della telefonata l’autista ha dovuto ammettere che i passeggeri avevano ragione, l’autobus avrebbe dovuto effettuare tutte le fermate (le stesse previste per il treno che sostituiva). Ha però omesso di fermarsi a Lumignacco, Santo Stefano Udinese, Santa Maria la Longa (nello specifico in questo caso anziché fermare alla stazione ferroviaria ha pensato bene di sostare al semaforo della statale Udine-Palmamova in località S.Maria la longa, costringendo quindi 3 o 4 passeggeri a recarsi a piedi fino alla locale stazione dei treni, sostenendo che sul tabulato c’era scritto che doveva fermare lì, e Sevegliano. Tale autista dimostrava palesemente di non conoscere bene l’itinerario, infatti ha più volte dovuto chiedere indicazioni ai passeggeri per poter raggiungere alcune stazioni. Dimenticavo, il pullman è giunto a Cervignano verso le ore 20.05 accumulando qundi un ritardo rispetto al treno di circa 47 minuti (il treno doveva arrivare alle 19.18).
Quanto sopra per doverosa conoscenza.

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2 risposte a Il caso del disservizio sulla Cervignano – Udine

  1. Simone ha detto:

    Il sig. Chiavone ha subito due gravi disservizi nello stesso giorno… Per quanto riguarda il primo, ho compreso ormai che quando un treno si guasta vi sia un tempo nel quale il macchinista tenta di valutare e risolvere il danno (i macchinisti hanno sempre una buona conoscenza della meccanica di quei mezzi). Trascorso questo tempo, viene chiesta l’assistenza che, normalmente, può richiedere tempi lunghi. Per paradosso, quindi, non volendo sminuire in alcun modo la gravità del disagio patito, forse chiamare i taxi non appena ci si è resi conto che il guasto non era riparabile in loco è stata la soluzione migliore possibile, considerata anche la località dell’evento, poco servita.
    Quanto al treno 6033, essendo giunto a Udine verso le 18.20 ho ascoltato l’annuncio riportato fedelmente dal signor Chiavone e credo sia degno di particolare menzione, in quanto è la prima volta che sento riferire con chiarezza di “improvvisa indisponibilità del personale”.
    La disorganizzazione è grave, comunque, perchè sulla linea Udine-Cervignano opera anche il servizio di autocorse di linea ordinaria SAF (linea Udine-Grado); è davvero assurdo che Trenitalia non informi i viaggiatori di questa opportunità. E’ ben vero che Trenitalia deve provvedere ai disservizi con propri mezzi o con autobus appositamente riservati, tuttavia nulla vieterebbe di stringere accordi con la SAF al fine di ammettere i passeggeri dei treni soppressi sulle autolinee ordinarie, magari mediante il rilascio di un semplice tagliando da parte dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico. (Fermo restando che sarebbe ora che i nostri abbonamenti divengano integrati, ovvero che consentano l’utilizzo di tutti i mezzi pubblici che coprono la medesima tratta, treni e autobus). Nel caso in esame, c’era una corsa alle 18.30 che giungeva a Cervignano alle 19.18; qualche passeggero con biglietto ordinario (o anche qualche abbonato con particolare urgenza) poteva avvalersene, se ne fosse stato informato (la soppressione era nota da tempo, visto che il convoglio ha origine a Carnia).
    Quanto agli autisti dei servizi sostitutivi d’emergenza, bisogna far presente che talvolta si tratta di personale ordinario SAF o ATAP che, ad esempio, sta rientrando in deposito dopo aver terminato il turno e cui viene chiesto di compiere un servizio straordinario. E’ capitato di recente a me sulla linea Pordenone-Udine che, una sera, a seguito di un investimento mortale e conseguente interruzione sulla linea, si ottenne un autobus di linea ATAP che era appena giunto in servizio di linea ordinaria dall’aeroporto di Venezia e doveva rientrare in deposito. Anche in quel caso l’autista non conosceva il percorso in dettaglio (ovviamente conosceva la statale “Pontebbana” ma non le strade interne che conducevano alle stazioni) e fu aiutato da tutti i passeggeri. Insomma, trattandosi di servizi supplementari (anche se sicuramente retribuiti), e soprattutto operati su itinerari diversi da quelli percorsi per il proprio lavoro, può capitare di dover “aiutare” quegli autisti… verso i quali sento comunque di dover spezzare più d’una lancia in favore.
    Il problema, com’è di tutta evidenza, non è certo negli autisti reclutati all’ultimo minuto (che fanno quello che possono e che spesso ricevono istruzioni frammentarie e frettolose) ma è nella disorganizzazione che sovente mostra il gestore ferroviario, e di cui il sig. Chiavone ha fornito un esempio efficace, purtroppo non infrequente.
    Invito il signor Chiavone a segnalare sempre e con costanza simili disservizi e lo ringrazio.

    Simone

  2. julka75 ha detto:

    Reblogged this on Io viaggio in treno… purtroppo and commented:
    Poco ameni racconti dalle ferrovie del Friuli Venezia Giulia.

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