In merito al disservizio (non solo) odierno


Si pubblica l’interessante contributo dell’amico pendolare Simone Sesta, il quale ha rivolto queste righe agli uffici regionali.

A: comitatopendolarifvg@gmail.com, compenoud@gmail.com, intreno@regione.fvg.it
Data: 15 novembre 2011, 16:23
Buon pomeriggio a tutti,

ho appreso del grave disservizio odierno occorso al treno 2843 e all’assenza di soluzioni fornite da parte di Trenitalia.
In proposito, vorrei fare presente quanto segue.

In primo luogo, indicare di servirsi del treno successivo in orario NON è una soluzione offerta dall’azienda: il treno successivo è già previsto in orario, quindi non rappresenta alcuna soluzione offerta. Questo non c’è, prendete quello dopo: ma questa non è una “soluzione”: questa è una scelta inevitabile, lapalissiana, ammesso che il treno successivo ci sia.

In secondo luogo, mentre altrove il treno è l’unico mezzo che è in grado di circolare con regolarità anche con i rigori degli inverni più freddi, presso di noi è paradossalmente il servizio autobus a funzionare regolarmente anche con pioggia è neve: in occasione dei disagi di dicembre 2010, mentre Trenitalia sopprimeva moltissimi treni, l’APT e la SAF hanno garantito le loro corse senza alcun disagio serio. E’ assurdo che basti una lieve gelata notturna a causare problemi al materiale rotabile e/o all’infrastruttura, come avviene invece troppo spesso.

In terzo luogo, si deve far rilevare che la risposta fornita dal cortese architetto Volponi è di natura meramente interlocutoria, ma almeno stavolta è arrivata. Faccio rilevare che le soppressioni continuano ad essere plurime ogni giorno: ci siamo forse assuefatti? O addirittura mansuefatti, di fronte a simili gravi inadempienze? Anche oggi è stato soppresso il treno 6004, che viene soppresso mediamente due-tre volte alla settimana; talvolta viene soppresso anche il treno 2850, che è quello immediatamente seguente. Il risultato è che dalle 12.56 alle 14.56 non vi sono treni fra Trieste e Gorizia/Udine; ma anche questo solo in teoria: capita quasi ogni giorno che un RV parta in ritardo da Trieste, come oggi. Oggi, infatti, il treno RV 2464 è partito con ventitré minuti di ritardo e questo avviene almeno un paio di volte alla settimana (alternando simile ritardo con i treni 2468 e talvolta 2460).

Da ciò si desume che:
– gli orari non sono predisposti al meglio e non ottimizzano il (poco) materiale rotabile disponibile;
– il materiale stesso non è in condizioni di buona manutenzione, essendo frequentemente soggetto a guasti;
– il servizio è sempre più aleatorio.

Faccio presente che il problema della vetustà è una moneta falsa con cui si suole ripagare le nostre lamentele: in Belgio circolano ancora elettrotreni degli anni Cinquanta o Sessanta, tenuti però in perfetta efficienza e periodicamente ammodernati con criterio; alcuni di quei mezzi hanno viaggiato anche su alcune ferrovie concesse italiane. E questo è solo un esempio, ovviamente. Sulla ferrovia in concessione Benevento-Cancello-Napoli (“Valle Caudina”) circolano ancora elettromotrici “Stanga” dei primi anni Cinquanta, poco confortevoli ma perfettamente in efficienza; analoghi mezzi, ammodernati, circolano sulla ferrovia del Gargano in Puglia.

Che la questione della vetustà sia un comodo usbergo lo si desume, peraltro, anche dal fatto che a guastarsi sovente sono anche i treni più recenti, come i “Minuetto” (si vedano i disservizi sulla Casarsa – Portogruaro).

Da ultimo, faccio presente che, in conseguenza non della scarsa qualità del servizio, ma della periodica ASSENZA dello stesso (sopprimere un treno non equivale a fornire un cattivo servizio: semplicemente in quei casi il servizio NON VIENE EROGATO, e anche su questo dovremmo essere chiari nella terminologia), sono sempre più le persone che rinunciano al treno in favore dell’auto propria. E ciò loro malgrado e nostro malgrado, perchè di auto in più sulle nostre strade proprio non ne abbiamo bisogno (rectius: non ne ha bisogno la collettività, ma a qualcuno forse fanno comodo).
Mi domando, quindi: la perdita d’utenza è una conseguenza del servizio scadente, quando non erogato, o è un obiettivo?

In siffatte condizioni, mi permetto di ribadire che rinnovare tal quale l’attuale contratto di servizio è una scelta assai discutibile, se non altro per una semplice considerazione: se il gestore del servizio non è in grado di garantire tutti i treni previsti, non deve neanche offrirli nel “catalogo” che viene presentato agli Enti Locali competenti.

Ritengo che queste siano osservazioni puntuali e circostanziate che meriterebbero una risposta parimenti puntuale da parte di chi ne ha la competenza.

Faccio presente che, mentre scrivo, il treno 2852/5923 delle 16.03 da Trieste per Udine-Venezia, di cui dovrei servirmi da Gorizia, non risulta ancora partito, salvo disservizi informatici di Viaggiatreno, sito che a volte non è aggiornato al minuto (altro treno “martoriato”il 2852, che dovrebbe essere effettuato con materiale ordinario e non con ALe 801, vista la lunghezza del percorso e il suo affollamento). Questo treno è fondamentale perché è il primo treno dopo un “buco” di più di un’ora fra Trieste e Gorizia/Udine; eppure non di rado viene soppresso o ritardato.
Il 2832-2833 sarà invece limitato a Monfalcone per fornire materiale al 2862 Trieste-Tarvisio, che partirà da Monfalcone (in ritardo, perché i viaggiatori partiranno da Trieste con il treno per Venezia delle 17.44 e trasborderanno a Monfalcone). Altra comoda “soluzione” per tutti.

Con l’occasione, cordiali saluti a tutti.

Simone Sesta

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in 2843, 2852, Comunicazioni disservizi, Comunicazioni utili ai pendolari. Contrassegna il permalink.

11 risposte a In merito al disservizio (non solo) odierno

  1. Simone ha detto:

    Per completezza, è stato poi soppresso anche il treno 6006 (e di conseguenza il 6015). Ambedue sono stati sostituiti da autocorse; nel caso del 6006 questa mi pare una scelta inutile. Infatti quante persone avranno preso quell’autobus, ad esempio a Gorizia alle 17.22, quando pochi minuti dopo c’era il treno 2468 alle 17.40? Forse solo coloro che dovevano avvalersi delle fermate intermedie. Ma a questo punto forse era il caso di assegnare al 2468 le fermate del 6006 fino a Udine (con un ritardo di pochi minuti) e basta!
    Inoltre il treno 2862 non è stato soppresso da Trieste ma fatto partire alle 17.45 sopprimendo quello per Cervignano-Venezia delle 17.44 con trasbordo a Monfalcone: in poche parole, non cambia la sostanza rispetto a quanto ho scritto oggi pomeriggio.
    Mamma mia…

  2. trenodopotreno ha detto:

    pubblico come contributo anche su trenodopotreno (situazione pendolari padova-venezia)

  3. Bepi ha detto:

    Va bene.Ottimo spunto.
    Ma credo che si debba anche dare dei suggerimenti pratici alla regione per uscire da questa situazione. Mi sembra che salvo qualche operazione di facciata la politica non abbia fatto tanto per migliorare la qualità del servizio, salvo l’adozione di provvedimenti ad hoc.
    L’idea di una azienda di trasporto ferroviaria compartecipata da Trenitalia dovrebbe essere la soluzione. Così è successo in Veneto e in Emilia, con ovvi vantaggi per le FS.
    Lo scenario attuale non aiuta: vediamo che viene proclamato uno sciopero al mese ed è evidente l’esistenza di uno scontro dichiarato tra azienda FS e dipendenti, che di fatto disincentiva ogni tipo di attenzione nei confronti dei passeggeri.
    Lamentarsi e basta non serve proprio a nulla, tutta l’Italia si lamenta in questo momento storico e in periodi di tagli lineari, la mancanza di una via d’uscita non aiuta
    Altri Comitati regionali (quelli di Gemona) hanno chiesto da tempo un bonus o altre forme di indennizzo, ovvero di multare in maniera puntuale Trenitalia utilizzando i proventi delle sanzioni per determinati investimenti da concordate con l’utenza.
    Sarà una linea più fortunata rispetto alla Venezia-Udine certamente, ma forse le loro ragioni sono state trattate in altro modo con un discreto vantaggio per l’utenza..
    Viaggio spesso su quella linea e alcuni miglioramenti sono visibili rispetto al passato. Mi domando è’ possibile che con tutta l’utenza esistente sulle linee non si possa organizzare un coordinamento regionale dei pendolari per linee unendo le forze, in maniera da poter monitorare tutta la regione? Ci avete mai pensato ? Gli esempi in Italia ci sono già, serve solo un pizzico di volontà e divedersi i compiti oltre ovviamente a qualcuno che prenda l’iniziativa.
    Chiudo con una mia considerazione personale: speravo di andare in pensione fra qualche anno, adesso chi lo sa, forse sarò costretto a posticipare il mio riposo lavorativo e sarò costretto a fare il pendolare ancora per un po’ … certo che così sarà sempre più difficile.
    Bepi.

  4. mchiandoni ha detto:

    Ciao Bepi,

    ti rispondo io, visto che dal 2003 ho seguito la questione del comitato.
    Dal 2008 ho passato la “gestione” a Cristina, ma nè io nè lei abbiamo tempo per organizzare un coordinamento.
    Per questo motivo, oltre a fare pressioni sulla regione affinchè controlli e sanzioni meglio Trenitalia, non facciamo altro.
    La questione è molto semplice.
    I gemonesi fanno un buon lavoro sulla loro linea, che è molto poco trafficata. E’ anche più semplice gestire 30 km di rete invece che tutte le linee. Mancano le persone.
    Avevo tentato un coordinamento per linee negli anni 2004-2006, qualcosa si era riuscito a fare, ma ora purtroppo devo dedicarmi ad altre faccende personali.
    Saluti,

    Marco

  5. Bepi ha detto:

    Ciao Marco,
    allora è una battaglia persa. Assolutamente persa!
    Se la gente non si organizza, le Istituzioni non si attiveranno mai in maniera seria in favore dei Cittadini visto che quello che interessa loro è la gestione del potere e tutto verrà svolto solo per motivi elettorali.
    I complimenti per tutti coloro che approcciano la materia sono superflui, da quello che capisco sono pochi però … ma se da certe parti (a Gemona ad esempio e con minor traffico di persone) riescono ad organizzarsi e ad ottenere risultati significativi, mi domando come è possibile che su migliaia di persone che viaggiano sulla linea Venezia-Udine-Trieste non si trovino 15 persone volenterose che svolgano un minimo di attività coordinata.
    In altre regioni esistono consulte, coordinamenti, associazioni e da noi non si riesce a trovare nessuno con buiona volontà ? A Milano, Pavia, Roma ecc ci sono sicuramente gli stessi problemi ma esistono gruppi organizzati che si approcciano con le istituzioni.
    Forse manca qualcosa nella mentalità del Friulano, abituato a subire sempre e comunque gli eventi. Peccato.
    Se così è però è inutile protestare e fare titoloni sui giornali visto che saremo sempre alla mercé dei politici che poi votiamo noi, i quali sguazzano avendo la possibilità poi di pontificare e girare la frittata come meglio aggrada loro…
    mancano le persone o quelli che si erano impegnati si sono stufati … a questo punto la protesta spontanea lascia solo il tempo che trova. Ma in che società viviamo scusate ?
    Io sono attivamente impegnato nell’ambito sociale dedicando gran parte dei tempom libero in un’attività rivolta in favore dei disabili, e credetemi tutti si riempono la bocca e battono le mani sulle spalle poi quando c’è da lavorare siamo sempre i soliti … però si fa ! Si dve fare!.Qualcuno si deve rimboccare le maniche e incominciare a strillare nei modi giusti, studiando la materia in maniera organizzata, altriemnti il mondo resterà sempre uguale e quindi sarà inutile lagnarsi.
    L’unione fa la forza, imparare dalle esperienze e dagli errori altrui è poi fondamentale. Ascoltate un povero vecchio idealista !
    Bepi

  6. mchiandoni ha detto:

    Io ho cercato di fare quello che potevo, come scrivi tu, sono perfettamente conscio di come bisogna muoversi per ottenere risultati.
    Risultati che sono anche parzialmente arrivati, ma non sempre si può dedicare tempo a tutto.
    Ora ho altre priorità, molte delle persone con le quali ho iniziato la protesta (era il 2003 ed eravamo un gruppo di 7-8 persone), ha cessato di essere pendolare o ha cambiato lavoro, perdendo quindi i contatti.
    Caro Bepi, non sei idealista, questi consigli che dai sono ottimi.
    Come dici tu però, a volte tanti parlano e poi non fanno.
    Fare pressioni può essere sempre uno strumento utile comunque.

  7. Simone ha detto:

    Condivido quanto scritto dal sig. Bepi, tuttavia vorrei far presente quanto segue.
    In primo luogo, a volte è più facile ottenere risultati e salvaguardare qualcosa quando si è in pochi e quando la porzione territoriale è ridotta. I “gemonesi” si occupano di una linea che è assolutamente sottoutilizzata ed è comunque breve; inoltre le battaglie che loro portano avanti non sono di natura strettamente attinente al trasporto pubblico: la biglietteria a Gemona, i fiori e le aiuole di stazione, i percorsi cicloturistici e così via. Conseguire risultati con questo tipo di “problemi” è sicuramente più facile che battersi per cose ben più necessarie, come implementare il servizio ferroviario oltreconfine, aumentare il numero delle corse e l’utilizzo dei treni sulla Pontebbana, tanto per fare un esempio. Non so se coloro che fanno parte del Comitato Alto Friuli siano realmente pendolari quotidiani; resta comunque certo che quei pochi treni che circolano sulla linea Udine-Tarvisio sono assai raramente soppressi.
    Orbene, l’operato di chiunque si batta per difendere in qualche modo il trasporto ferroviario, il turismo, il decoro della nostra regione è comunque da apprezzare e sono lieto che essi vi provvedano; ma i veri problemi sono altri e fare battaglie con valenza di facciata ma poca sostanza alla fine può essere un boomerang. La citata biglietteria di Gemona, per citare un caso perspicuo, è un esempio di battaglia di retroguardia: grandi proclami per tenere aperta la biglietteria di una cittadina di diecimila abitanti, servita da pochissimi treni e ormai unicamente regionali. Quanto viene utilizzata quella biglietteria? Nell’era di internet e delle emettitrici automatiche è ancora una priorità disporre di una biglietteria? Ho viaggiato in molti paesi europei e posso assicurare che ormai in molte località non esiste più la biglietteria; in Germania se si compra il biglietto in biglietteria (chiamata “centro assistenza” o qualcosa del genere, si paga (giustamente) un supplemento. Del resto, in Italia vi sono città di cinquanta-centomila abitanti le cui stazioni sono prive di biglietteria e in proporzione avere una biglietteria a Gemona (per quanto utilizzata per servizi di più modalità di trasporto) può apparire grasso che cola.
    Per me è giusto difendere il proprio orticello ma con buon senso, ricordando che il costo del personale è una voce rilevantissima per qualsivoglia azienda. Più che una biglietteria in più, a mio parere sarebbe utile un treno in più!
    Organizzare un gruppo, signor Bepi, oggi non porta a molto. O si organizza un gruppo locale, con caratteristiche quasi politiche (rischiando di deviare dal motivo fondamentale per cui lo si crea), oppure non è facile mettere insieme trenta persone da varie località regionali o delle regioni vicine. Non è facile, ma soprattutto è pressoché inutile! Inutile perchè, più che molti che parlano, occorrono pochi che conoscano il settore, le sue caratteristiche e le sue problematiche e siano in grado di muovere circostanziate osservazioni, se non altro per far comprendere al gestore che non si è sciocchi.
    Ma è inutile soprattutto perchè il gestore attuale non sembra essere incline ad ascoltare alcuno e fa delle scelte che a me (e non solo a me) appaiono francamente illogiche, oltre a comportarsi come un soggetto effettivamente privato mentre privato lo è solo “di diritto”, mentre l’azionista rimane pubblico. Ed è inutile perchè a livello di Regione, quando c’è la buona volontà (che onestamente forse va riconosciuta in taluni casi), forse potrebbero mancare competenze specifiche oppure logiche di pura politica, a me più estranee, impediscono che sia data priorità a soluzioni efficaci.
    In questo senso concordo con quello che le ha risposto Marco: fare pressione, fare sentire che “ci siamo e capiamo”, continuare a segnalare… forse non basta, ma è una delle poche cose che concretamente si può fare.
    Se desidera che un Comitato si occupi prioritariamente della biglietteria, delle aiuole, dei servizi al cicloturista, le dirò che di tutte queste cose sono sinceramente appassionato, ma non mi sembra la sede opportuna: all’uopo dovrebbero utilmente dedicarsi le Pro Loco e, in generale, gli uffici turistici (in sinergia con gli operatori del trasporto, ovviamente). Per “egoismo” personale mi fa piacere che qualcuno se ne occupi, ma per me la priorità è avere una rete ferroviaria capillare, efficiente e soprattutto affidabile, che consenta di fare a meno il più possibile dell’auto e ne liberi le strade.
    Altre Regioni a statuto speciale hanno più utilmente focalizzato l’attenzione sul trasporto pubblico, ispirandosi a modelli organizzativi del trasporto già ampiamente apprezzati altrove. Ricordiamoci, in primis, che la domanda si può anche creare!
    Spero che la nostra possa essere presto fra quelle che, godendo di un bilancio migliore di altre, si doti di servizi validi a vantaggio di tutti.
    Cordialità.

  8. Simone ha detto:

    Per completezza, quanto sopra ho scritto rispecchia il mio personale parere – ovviamente – non quello del Comitato! Un po’ come tutto quello che ho scritto finora, ma ho trovato piacere a confrontarmi con persone affabili e caparbie come Cristina e Marco…

  9. Lodovico Copetti ha detto:

    Caro Simone,
    Dopo aver letto con molta amarezza il tuo intervento, permettimi alcune considerazioni in ordine al tuo post al fine di correggere alcune inesattezze, o meglio non verità in esso contenute.
    Faccio parte dal Comitato Pendolari Alto Friuli fin dalla sua costituzione ufficiale in associazione; prima facevo parte di un gruppo spontaneo che ha successivamente costituito il Comitato.
    Ti assicuro che tutti i componenti del Comitato sono pendolari di lungo corso, con centinaia di migliaia di km percorsi sulle spalle;
    Contrariamente a quanto, con troppa leggerezza, affermi è bene precisare che la linea Pontebbana (Udine-Tarvisio) non è proprio una linea secondaria, visto che è l’unica ad alta capacità della Regione e atteso che misura ben 94 km contro gli 82,6 della Udine-Trieste. Certamente è meno affollata di altre, ma copre quasi un terzo della Regione, non mi sembra davvero una cosa da poco!
    Il nostro Comitato da oltre un anno sta spingendo la Regione affinché si costituisca anche in Friuli V.G. la Consulta Regionale degli Utenti Ferroviari.
    Nell’ultimo incontro svoltosi l’8 giugno scorso, l’Assessore Riccardi ha sottolineato la bontà del dialogo instaurato, ritenendo una risorsa fondamentale il lavoro che la Regione ha avviato assieme con i Comitati dei Pendolari, e ha accolto la proposta di istituire un organismo di consultazione del trasporto pubblico locale in cui siano rappresentati gli utenti, previo approfondimento delle regole di funzionamento.
    La Consulta, come dovresti sapere, è già realtà in altre regioni, dove il ruolo dei Pendolari è espressamente disciplinato: in Emilia Romagna esiste il C.R.U.F.E.R., in Campania la Consulta Regionale per la Mobilità e in Piemonte il neocostituito Osservatorio sul Trasporto Pubblico Locale, il quale ha sostituito il Forum dei Pendolari Piemontesi.
    In altre parti (es. Liguria e Lombardia) funzionano con risultati alterni alcuni Coordinamenti, disciplinati in forma generica nei contratti di servizio.
    La Consulta, istituzionalizzando il ruolo dei Pendolari, dovrà risultare rappresentativa dell’Utenza e di tutti i portatori di interesse, garantendo il principio democratico della rappresentanza, evitando ogni strumentalizzazione di sorta.
    Non pretendiamo che la Consulta fissi vincoli all’azione di governo della Regione o alle scelte imprenditoriali di Trenitalia, ma anzi dovrà fungere da punto di incontro e di raccordo, esprimendo pareri e proposte finalizzate a rafforzare quel dialogo già instaurato tra le parti.
    Per attuare quanto detto servono regole semplici e chiare per garantire il buon funzionamento della Consulta, ed evitare che l’organo diventi un’inutile parlatoio.
    Nella discussione su quale modello di Consulta adottare non si può prescindere dalla “rappresentanza e dalla rappresentatività delle organizzazioni dei Pendolari e dei portatori di interesse”. La questione coinvolge in particolare i Comitati, ovvero quelle organizzazioni volontaristiche che generalmente nascono spontaneamente sulla spinta delle esigenze civiche di gruppi di utenti, i quali formano dei gruppi di pressione non costituiti legalmente, né regolamentati da statuti o dotati di un’organizzazione di tipo associativa.
    Come già avviene nelle altre Regioni, i Comitati devono, a nostro parere, essere costituiti: ovvero devono essere riconosciuti dalle Istituzioni secondo determinati criteri, in maniera tale che i portavoce rappresentino effettivamente i pendolari. Questa è la condizione imprescindibile per poter confrontarsi con le Autorità e le Istituzioni. Seppur mossi da buoni propositi, i gruppi spontanei, potenzialmente rappresentativi di una frangia limitata di utenti, rischiano senza un espresso mandato di parlare solo per un ristretto gruppo di persone o ancor peggio solamente a titolo personale, con l’ovvia conseguenza di non rappresentare in maniera legittima gli interessi dei viaggiatori.
    Gli incontri periodici tra Regione e Pendolari, così come ora strutturati, non sono assolutamente sufficienti per poter rafforzare in maniera seria e articolata quel fattivo dialogo tra le parti, vista la mole di problematiche da trattare.
    La mancanza di un ordine del giorno con gli argomenti da trattare, di un filo logico da sviluppare fa si che questi incontri, potenzialmente utili per scambiarsi opinioni e proposte, si riducano a semplici e cordiali chiacchierate.
    Il nostro sodalizio ha sempre mirato a obiettivi ben determinati, preparando dossier informativi sull’argomento da trattare e formulando precise richieste alle Autorità. Sparare nel mucchio, mettendo in discussione tutto il “sistema ferrovie” è fin troppo facile … ma ovviamente tutto ciò lascia il tempo che trova e si riduce in “un mero sfogo da frustrazione”.
    Il Comitato Pendolari Gemona-Udine ora Alto Friuli è per ora l’unico esempio in regione di Comitato legalmente costituito e dotato di una propria organizzazione interna tipo associazione. Il sodalizio, fin dalla sua costituzione, si prefigge l’obiettivo di rappresentare al meglio gli Utenti dell’Alto Friuli, che garantiscono il loro sostegno con la sottoscrizione della tessera sociale. Altri invece hanno scelto altre strade, come quella di rimanere Comitati Spontanei, sforniti di ogni concreta rappresentanza.
    L’esperienza degli altri Comitati nazionali insegna che i maggiori risultati sono stati raggiunti dove il Movimento si è presentato compatto ed organizzato. Solo così si potrà aumentare il potere negoziale e aver maggior voce in capitolo con Istituzioni e Trenitalia.
    In questo caso chi decide di mettersi in gioco, rappresentando i Pendolari, deve essere conscio e responsabile che si tratta di una vera missione, che richiede tanto sacrificio e tempo, oltre che passione e studio.
    L’unione fa la forza, invece purtroppo si assiste ad una frammentazione dei gruppi a discapito del Movimento per i più disparati motivi. Dovrebbe fare scuola, a questo riguardo, il comunicato congiunto del Comitato Alto Friuli e dei Pendolari Ferroviari del FVG riguardo la stazione di Udine di fine agosto 2010, che come tutti ben sappiamo ha determinato la riqualificazione di quasi tutte le pensiline; anche se a dare maggior forza e rilevanza a quell’atto il nostro Comitato aveva in precedenza, già a giugno, depositato un esposto all’ASL.
    L’Alto Friuli è senza dubbio il “laboratorio virtuoso” del servizio ferroviario regionale: solo un anno fa i pendolari della Gemona-Udine erano senza biglietteria, viaggiavano su treni sporchi e pagavano un abbonamento maggiorato rispetto agli altri Utenti regionali, adesso invece è stata riaperta la biglietteria, la qualità del servizio è decisamente migliorata e il portafoglio è un po’ più gonfio grazie all’adeguamento delle tariffe. Da dicembre poi la Pontebbana, grazie al Progetto Micotra, ritornerà ad essere il fulcro dei collegamenti transfrontalieri lungo la direttrice Udine-Villach: 4 nuovi convogli che amplieranno l’offerta e renderanno più veloce e facile lo spostamento grazie alla natura di tipo metropolitano del servizio.
    Bisogna, in ogni caso, dar atto del lavoro svolto dalla Regione che sta pianificando un programma a medio-lungo termine che porterà ad una rivoluzione del servizio. Il 2013 sarà, ci auguriamo, l’anno della svolta con il rinnovo del parco rotabile, anche se quest’ultimo non risolverà tutti i problemi.
    Per questo, in attesa dei nuovi treni, è necessario proseguire rafforzando il dialogo e le occasioni di scambio di opinioni. Per questa ragione chiediamo che al più presto vengano definite le regole di funzionamento della Consulta, in maniera da organizzare al meglio i lavori, garantendo quel coordinamento tra Istituzioni e Utenti; altrimenti si perderà un’occasione e si rischierà di parlare, come già successo, per ore di problemi senza concludere nulla.
    I Pendolari sono una grande risorsa che va sfruttata nella maniera corretta, noi abbiamo già dimostrato di essere pronti a fare la nostra parte, ora dipenderà dagli altri se avranno il coraggio di mettersi in gioco per il bene del Movimento.
    Caro Simone permettimi infine un’osservazione: fioriere e piste ciclabili non sono, come sembra di capire dal tuo intervento un lusso, sono degli indicatori tipici di tutti quei paesi europei che tanto spesso ammiriamo e invidiamo per il trasporto ferroviario ma anche soprattutto per la buona amministrazione; sono un simbolo di civiltà non degli inutili optional.
    Buon viaggio !
    Cordialmente
    Lodovico

    Vorrei inoltre elencarti per punti solo alcuni risultati e attività svolte dal Comitato Pendolari Alto Friuli dalla sua costituzione, nel maggio 2009 ad oggi:

    – Alcune nostre proposte di modifiche agli orari sono state approvate nel dicembre 2009, un fatto mai successo prima;

    – Abbiamo raccolto oltre 2.000 firme a difesa della Biglietteria di Gemona: quella che tu tanto bistratti, perché ovviamente non conosci nulla del nostro territorio. Grazie alla nostra attività e a quella degli enti locali interessati (ricordo i due ordini del giorno del Consiglio Comunale di Gemona e quello della Conferenza dei Sindaci dell’Alto Friuli) la biglietteria è stata riaperta a beneficio del territorio. Un territorio che con la chiusura delle biglietterie nei centri al di sotto dei 50.000 abitanti, come auspichi, verrebbe marginalizzato, senza contare che verrebbe ulteriormente disincentivato l’uso del mezzo ferroviario. Inoltre sicuramente ignori che non è possibile acquistare i titoli di viaggio integrati (in uso nella tratta Udine – Tarvisio) tramite internet.

    – Dopo una lunga battaglia, durata oltre 10 anni abbiamo ottenuto l’adeguamento delle fasce km e nella sostanza l’eliminazione dell’odiata maggiorazione tariffaria Trenitalia-Saf: ora i nostri pendolari godono di una riduzione di 10% circa sugli abbonamenti e sul biglietto di corsa semplice (Con un risparmio medio annuo di circa 86,15 Euro). E di questi tempi non è cosa da poco ! E’ bene precisare che questa è stata una vera e propria battaglia, con atti di disobbedienza civile e multe che fioccavano come caramelle !

    – Abbiamo svolto a bordo treno più sondaggi sulla qualità del servizio e per verificare il gradimento di alcune proposte di modifica degli orari.

    – Stazione di Udine: se le pensiline dei binari (parzialmente ricoperte da eternit) sono state cambiate con l’ultimo intervento di riqualificazione della stazione, forse è merito di qualcuno che ha depositato a muso duro un esposto all’ASL dopo aver ricevuto sempre risposte interlocutorie da RFI! resta ancora da completare l’intervento al binario 7 e 8 ma il 2012 sarà l’anno buono dicono…speriamo!!!

    – Abbiamo incontrato recentemente il Sindaco Honsell per chiedere una soluzione sull’attraversamento esterno del piazzale della stazione FS; intervento che ci hanno assicurato verrà effettuato a breve, oltre a richiedere l’intervento del Sindaco per mettere a punto alcuni azioni volte a garantire la sicurezza all’interno e all’esterno della stazione.

    – Abbiamo chiesto di parificare il trattamento dello sconto Erdisu previsto per chi utilizza il bus anche per gli studenti universitari che usufruiscono il treno;

    – Abbiamo consegnato alla Regione un Dossier informativo sullo stato del servizio con i dati dei ns. monitoraggi e lanciato l’iniziativa “Operazioni Stazioni minori”, volta a valorizzare queste strutture così come successo nel vicino Veneto con l’iniziativa adotta una stazione

    – Lo scorso anno a Roma abbiamo aderito al Patto dei Pendolari Italiani con numerosi altri Comitati; quest’ano sulla sia di quell’esperienza abbiamo aderito all’iniziativa degli amici Pendolari Liguri e di altri Comitati sparsi in tutt’Italia alla lettera Appello al Presidente della Repubblica a difesa del TPL per dire no ai tagli del Trasporto Pubblico Locale

    – Da alcuni anni svolgiamo un monitoraggio su alcuni treni della nostra tratta, segnalando alla regione proposte e disservizi : nel 2010 sono state 68 le segnalazioni, nel 2011 sono già oltre 45, oltre ad una informazione capillare e costante nei confronti degli associati e dei viaggiatori simpatizzanti del Comitato, come dimostrano i 66 post pubblicati del 2010 e ai già 60 nel 2011

    Questo tutto grazie all’impegno e alla passione di un gruppo di persone che mette a disposizione il proprio tempo e le proprie esperienze e competenze e che non meritano certo un giudizio superficiale e poco lusinghiero come il tuo. Prima di dare giudizi bisognerebbe conoscere effettivamente come stanno le cose altrimenti si rischia di fare solamente una pessima figura.

    • mchiandoni ha detto:

      Buonasera Lodovico,

      desidero esprimere un’osservazione sulla rappresentanza, un tema che in qualche modo ostacola un dialogo più proficuo tra il comitato spontaneo pendolari e voi.
      La consulta dei pendolari nelle altre regioni non è composta solamente da associazioni legalmente costituite: tra queste e un gruppo di persone può esserci comunque un interesse personale a far funzionare una tratta piuttosto che un’altra, non è dirimente il fatto di avere registrato uno statuto dal notaio.
      Per quanto riguarda la rappresentanza posso dire questo: sono presidente di un’associazione sportivo dilettantistica, che quindi nulla ha a che fare con le finalità che voi vi ponete. La mia associazione è composta da circa 60 associati, il consiglio direttivo è formato da 3 persone e le assemblee quando va bene sono presenziate da 7-8 persone. Nella sostanza il grosso del lavoro lo svolgo io e poi lo comunico via mail agli altri due membri del consiglio direttivo. In questo caso va bene, siamo stati eletti, il gruppo di persone che ci ha votato ha un interesse esclusivo, il proprio benessere fisico.
      Poniamo la questione ora su un orizzonte più vasto: se la consulta sarà costituita, come farete a essere eletti dai pendolari regionali? Con quale percentuale di votanti penserete di essere eletti a giusto titolo? Bisognerebbe indire delle elezioni regionali, pubblicizzare l’evento, promuovere le proprie iniziative nei vari territori, un bell’impegno.
      In questo mio intervento non voglio mettere in dubbio la vostra capacità operativa e di intervento, ma sono scettico sulla questione della rappresentanza, perchè anche se legalmente costituiti non siete in grado di rappresentare i pendolari delle varie tratte regionali.
      Infine sono dispiaciuto da questa contrapposizione rappresentanti e non. Qui in Regione non ci sono pendolari eletti, ci siete voi, membri di un’associazione, democraticamente eletta che rappresenta gli interessi di una parte dei pendolari.
      Invece di insistere tanto sulla questione della rappresentanza, della quale abbiamo sempre nutrito forti dubbi, ma per rispetto alle vostre indicazioni, abbiamo provveduto a modificare sensibilmente la pagina web del comitato spontaneo, non sarebbe più bello poter contribuire ognuno con le proprie forze e le proprie virtù, con o senza notaio?
      Al comitato non interessa fare politica e ogni volta che qualche cosa viene risolta, siamo felici e riconosciamo il merito di chi ha ottenuto questo risultato.
      Grazie di aver espresso il tuo contributo sul nostro blog.
      Marco

  10. Lodovico Copetti ha detto:

    Caro Marco
    a seguito del tuo intervento permettimi di fare alcune osservazioni sul tema della rappresentanza e in particolare:
    1) noi non facciamo politica, nello statuto della nostra associazione sono elencati gli scopi e i fini dell’attività. E’ bene rilevare però che senza l’aiuto della politica è impossibile ricercare le soluzione per il miglioramento del servizio, atteso che è la politica che decide le regole del gioco. Il resto, permettimelo, è solo qualunquismo.

    2) Pur non essendo un avvocato o un giurista ti posso però dire che non vi è alcun obbligo legale previsto dal codice civile a costituire un’Associazione dinanzi a un Notaio tramite atto pubblico, anzi, generalmente nel 99,99% dei casi le associazioni si costituiscono con una semplice scrittura privata (ovvero l’atto costitutivo) che poi viene registrata all’ufficio del registro. le Associazioni poi per essere rappresentative si iscrivono a vari Albi comunali o regionali, così come abbiamo fatto noi. Il costo della registrazione è assolutamente residuale.

    3) forse non hai bene presente il funzionamento del CRUFER o dell’Osservatorio sul TPL del Piemonte. In entrambi i casi si tratta di Comitati o Associazioni che sono riconosciuti dalle Istituzione e che hanno una vera e propria rappresentanza da parte dell’Utenza. Noi abbiamo contatti sia con l’Unione Pendolari Piacenza che con l’Associazione Pendolari Piacenza, i quali sono costituiti legalmente e fanno pagare annualmente una tessera sociale di 10 euro … hanno centinaia di associati e offrono vari servizi tra cui quello legale atteso che a Piacenza si sono radicate ben 30 cause civili contro Trenitalia dinanzi al Giudice di Pace con esiti alterni.

    Vi sono poi altri esempi di Comitati (es. a Bergamo ma anche i Pendolari Genova-Milano) che hanno migliaia di associati e organizzazioni ben definite nella struttura, con gestione di portale web, addetti stampa, gruppo di studio, rilevatori, ecc..

    Il caso poi dell’Osservatorio del TPL Piemonte che prevede espressamente che possono partecipare alla Consulta solo e soltanto i Comitati legittimamente costituiti è l’ultimo esempio di organo partecipativo. E’ bene ricordare che l’Osservatorio ha sostituito il Forum, dove potevano parteciparvi tutti. La sostituzione del Forum con l’Osservatorio si è resa necessaria visto che il Forum era diventato un mero parlatoio dove i pendolari si presentavano solo per scaricare la loro rabbia e frustrazione con risultati per il servizio che rasentavano lo zero,per non dire peggio.

    Ci sarà anche un motivo per cui tutte le Consulte prevedono determinante forme di rappresentatività per potervi accedervi o sbaglio? Non è forse anche questa una forma di democrazia?

    Tu scrivi in ordine alla Consulta che “Bisognerebbe indire delle elezioni regionali, pubblicizzare l’evento, promuovere le proprie iniziative nei vari territori, un bell’impegno”.

    Credo di poter parlare a nome di tutto il Comitato Pendolari Alto Friuli e, ti posso assicurare che:

    – Nessuno di noi vuole elezioni o cose simili.

    – Noi chiediamo solo che chi si siede al tavolo sia effettivamente rappresentativo di un gruppo più o meno numeroso di utenti (preferibilmente per tratte);

    – Che il lavoro e le attività della consulta siano disciplinate in base a semplici regole

    E’ evidente che noi rappresentiamo solo una parte della Regione e non abbiamo né la volontà né i mezzi per rappresentare altre tratte, quello che vogliamo è che chi si siede al tavolo di lavoro deve essere rappresentativo di parte dell’utenza, e non solo di un ristretto gruppo, col rischio di parlare solo per sé o per qualche suo sparuto “compagno di viaggio”.

    Questo si supera solo con la costituzione in associazione o comitato, come prevede la legge e come avviene per tutte le associazioni o enti che quotidianamente si confrontano con le Istituzioni.

    Per questo motivo andiamo fieri del nostro lavoro e soprattutto dell’ampio seguito sul territorio: ti ricordo che il primo anno abbiamo superato 2000 adesioni, forti probabilmente della campagna sulla biglietteria di Gemona, per poi attestarsi ora su 650 -700.

    A gennaio riprenderemo il tesseramento sociale con la consegna delle tessere 2012 e una campagna di sensibilizzazione a bordo treno e non solo. Questa è la strada secondo noi per unire il movimento e far conoscere alla gente i problemi del servizio e sensibilizzare l’opinione pubblica e dare una mossa al mondo della politica ad attivarsi nelle dovute forme. Così funziona da altre parti del Paese (Pendolai Liguri, Coordinamento Pendolari Pavesi, ecc.), dove gruppi sicuramente più virtuosi di noi da anni svolgono con cuore, impegno e professionalità questo tipo di attività.

    Questa è la nostra filosofia di lavoro e di intervento e fino ad oggi i risultati ci hanno dato ragione.

    Come già detto sopra noi non vogliamo rappresentare tutti i pendolari regionali, ne assumere nessuna leadership, tuttavia, permettimi, e lo dico ancora una volta a nome del Comitato Pendolari Alto Friuli non ci sentiamo rappresentati da chi, come voi, utilizza in maniera impropria la dicitura “Friuli Venezia Giulia”.

    Caro Marco, nessuno mette in discussione il tuo metodo lavorativo, ognuno opera come vuole tuttavia è evidente che se si vuole far parte di un sistema è necessario condividere le regole e partecipare. Scusami se osservo che sono quasi tre anni che partecipo agli incontri con la regione e Trenitalia e ti ho visto, forse, solo una volta sola.

    Dici che non hai tempo da dedicare all’attività del Comitato per problemi personali, e poi scrivi, in continuazione, spunti interessanti e degni certamente di una certa attenzione.

    Vedi la vita è fatta di scelte e, a mio parere, non si può sempre stare in bilico: partecipando e condividendo si può confrontarsi pacatamente e seriamente, se qualcuno invece si chiama fuori e lascia l’incombenza ad altri .. beh è evidente che in questo caso non si può arrogarsi scelte di un “gioco” a cui non intende partecipare.

    Ti sei lamentato sul fatto che non si trova gente per organizzare il lavoro del Comitato in maniera organizzata. Mi domando ma è possibile che su una linea trafficata come quella UD-TS non si trovino 20 persone volenterose, mentre su una linea secondaria come la nostra riusciamo a monitorare ogni singola stazione ? Pensa che il gruppo è talmente affiatato che in caso di ritardo da Tarvisio o Carnia iniziano i messaggi di informazioni alle stazioni a valle … chissà ma frose la gente di montagna è diversa !
    Cordialmente
    Lodovico

I commenti sono chiusi.