Nuova dicitura… “Treno veloce”


Italia, Paese della fantasia e dei mille appellativi, dell’apparire senza sostanza…

Cambio di orario ferroviario e nuove dizioni assegnate ad alcuni treni, cosiddetti veloci…

L’altoparlante annuncia: “Regionale 2472 VELOCE per Venezia S. Lucia in partenza dal binario …”

Pendolando tra Trieste e Udine il mio viaggio ha una durata, se tutto va bene, di un’ora e quattro minuti….

I “vecchi” ferrovieri ricordano nei loro appassionati discorsi sulle defunte FS che il treno milleporte Udine Trieste impiegava circa 55 minuti (perdonate l’imprecisione) per percorrere la tratta.

Ora,  si è pensato di razionalizzare le risorse, tagliando sul personale e quindi anche sulla manutenzione: i treni hanno locomotori nuovi, ma la rete ferroviaria pare non sia in grado di garantire percorrenze più veloci?

Dal 2003 in poi i tempi di percorrenza non sono diminuiti, ma sono aumentati, basti pensare alla tratta Udine Trieste via Cervignano, che una volta si compiva in 55′ e ora in un’ora e 6 minuti. E’ vero, sono state aggiunte fermate, ma il Minuetto o i locomotori E464 dei mezzi pesanti hanno partenze rapide e possono recuperare minuti lungo la linea senza violare i regolamenti stabiliti da RFI.

Allora io vorrei capire perchè tanti anni fa si poteva percorrere le nostre tratte regionali in meno tempo con mezzi molto più meccanici (il milleporte non aveva di certo la chiusura delle porte centralizzata…).

Dipende dalla intenzione di RFI e Trenitalia di non voler correre rischi a mettere in orario servizi più rapidi e  poi viaggiare sempre in ritardo? Dipende dall’orologio di Mestre, che non ci lascia margini di autonomia?

Dipende dalla vetustà tecnologica dei nostri segnali ferroviari? Mi addentro in un campo tecnico che non è di mia competenza, ma la sostanza è questa: due treni che partono da Ts a Udine, per fare un esempio, a distanza di 15 minuti, devono rispettare, per sicurezza, una certa distanza. Ad ogni x chilometri ci sono dei segnali che garantiscono questa distanza tra i due treni. Anni fa questi blocchi erano posti a distanza più ravvicinata, ora invece coprono tratti sempre più ampi del tracciato ferroviario: un esempio per chiarire: se prendete il treno delle 18.56 da Trieste per Udine, capita, a volte, di fermarsi a S. Giovanni al Natisone per qualche minuto. Questo è dovuto al fatto che tra S. Giovanni e Udine abbiamo davanti a noi un treno regionale che non è uscito da quel blocco e pertanto veniamo bloccati, fino a quando la tratta (circa 20 km….) si libera.

Capirete bene che così facendo si possono mettere in linea meno treni, se i blocchi sono distanziati così tanto: la soluzione esiste, ed è applicata ad esempio sulla nuova ferrovia Udine Tarvisio: là esiste il segnale a ripetizione automatica: per dirla semplice esiste un segnale che ogni x minuti avvisa se la distanza tra un treno  e l’altro è quella stabilita per garantire la sicurezza: se questa distanza è garantita, si possono mettere anche 5 treni su una tratta di 20 km, uno dietro l’altro, purchè la distanza di sicurezza sia rispettata, altrimenti il segnale che rileva il passaggio del treno, dà il rosso al treno che lo segue e così a cascata, garantendo un flusso costante e regolare.

Il Veneto si è dotato di questa segnaletica, mentre il FVG si limita ad averla sulla Udine Tarvisio, che non è proprio la linea pendolare più utilizzata in Regione: non so se gli investimenti per sostituire la nostra segnaletica NON automatica dipendano da Roma, so però che il FVG è una regione meno prioritaria del Veneto e non vengono fatti cospicui investimenti di aggiornamento tecnologico.

Questa è una partita fondamentale, a mio avviso, se vogliamo avere un servizio cadenzato di tipo metropolitano, se vogliamo garantire una percorrenza più fluida dei treni e soprattutto se vogliamo stare al passo con i tempi.

Di questo la politica locale dovrebbe discutere nelle sedi più appropriate e voglio essere fiducioso che lo stia già facendo.

Marco Chiandoni

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2 risposte a Nuova dicitura… “Treno veloce”

  1. STEFANO ha detto:

    commento tecnico chiaro ed esauriente che spiega come mai tutti i nostri treni regionali siano sempre e perennemente in ritardo (anche se solo di pochi minuti). come dici tu speriamo che nelle opportune sedi i nostri politici si diano da fare. compito del comitato sarebbe quello di tenerli sempre sotto pressione e di divulgare periodicamente sui media come si comportano quei signori.

    saluti e grazie
    Stefano – pendolare Cervignano-Ts

  2. Emanuele Forte ha detto:

    Caro Marco,
    sai che quando si parla di treni… non riesco a trattenermi dal leggere…
    Concordo pienamente! Non basta un aggettivo (o una carta dei servizi) a velocizzare o migliorare il servizio.

    Ieri l’annuncio automatico del treno TS-UD-VE delle 17.56 recitava: ” Oggi il treno fermerà nella stazione di Venezia S. Lucia… CI scusiamo per il disagio”!!!

    Si è messo a ridere anche il capotreno!

    Ciao e… buon viaggio!

    Emanuele

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